Quanto pesa VatiLeaks: un Papa italiano dopo 35 anni? I porporati statunitensi fanno quadrato.

Mentre Padre Federico Lombardi in conferenza stampa si fa portavoce della riconoscenza di tutta la Chiesa verso Papa Ratzinger, continuano le consultazioni “amichevoli” in Vaticano pre-conclave. Gli argomenti centrali di confronto tra i cardinali in questi giorni si concentrano su Vatileaks, affari economici, pedofilia e riforma della Curia. Dopo le scuse ufficiali e le dimissioni di O’Brien (che non parteciperà al conclave) per “una condotta sessuale inadeguata” sembra priorità comune a tutti i cardinali elettori eleggere un Papa che possa gestire con vigore e senza imbarazzi un periodo di crisi di una Chiesa già indebolita dalle dimissioni-shock di Benedetto XVI.
Ad oggi i cardinali elettori sono 110, ne mancano all’appello ancora 5. In attesa di questi ultimi i porporati pregano, giurano segretezza e sbrigano adempimenti formali. Lo stesso Lombardi ha tenuto a sottolineare come non ci sia volontà di affrettare i tempi prima del Conclave. I cardinali americani, che avevano espresso il desiderio di eleggere il prossimo discendente di Pietro entro la settimana pasquale, hanno inaugurato ieri la prassi di incontrare la stampa dopo le assemblee, anche se rimangono vaghi sugli argomenti di dibattito, minimizzando persino il ruolo di wikileaks nel conclave. Il cardinal Timothy Michael Dolan, presidente della Conferenza episcopale statunitense e arcivescovo di New York (come diceva Giovanni Paolo II, l’arcivescovo ‘della capitale del mondo’) sembra il più accreditato tra i papabili: giovane, dal polso fermo e appena lambito dai guai sessuali statunitensi.
Come ogni vescovo targato USA, negli ultimi anni anche Dolan ha dovuto confrontarsi con lo scandalo pedofilia, in particolare come vescovo di Milwaukee. Nei giorni scorsi ha difeso apertamente il diritto dell’arcivescovo emerito di Los Angeles, Roger Michael Mahony  (anche lui coinvolto negli scandali sessuali) di partecipare al Conclave. ‘Mahony è bravissimo’, ha detto con ferma convinzione. Quando si dice a Dolan di essere concretamente uno dei papabili, egli glissa, nonostante la sua posizione e la sua età facciano pensare proprio a lui.
Tra gli italiani pare che Bertone, tutt’altro che indebolito dalle dimissioni di Ratzinger e dagli scandali IOR e Istituto Toniolo, intenda convogliare tutti i voti dei cardinali a lui vicini verso Francesco Coccopalmerio, (classe 1938 – non proprio giovanissimo) ex braccio destro del defunto cardinal Martini (Dagospia).

Se siete intenzionati a scommettere sul prossimo capo del ministero petrino questi sono i nomi, tra l’altro scarsamente quotati (l’arcivescovo di New York era dato a 1/33): Dolan e Coccopalmerio.

(Ansa, Dagospia, SkyTG24Wikipedia)
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