Mossad, emergono dettagli della morte di Ben Zygier, “Agente X” israeliano suicidato(si) in cella a Tel Aviv

Immagine Secondo uno dei suoi secondini Zygier era un individuo mentalmente instabile che “sapeva troppo”, in preda a forti crisi depressivo-maniacali.

The Times of Israel  5/3/2013

Ben Zygier, l’agente del Mossad dal doppio passaporto australiano-israeliano arrestato in Israele nel febbraio 2010 che si uccise in carcere 10 mesi dopo, era un uomo complesso e delicato che avrebbe tanto voluto essere un eroe – questo è quello che è emerso da alcune dichiarazioni rilasciate dal Servizio Carcerario del carcere di Tel Aviv dove Zygier era detenuto.

Channel 2 in un rapporto investigativo ha rivelato che almeno due persone avevano espresso la preoccupazione che Zygier si sarebbe fatto del male prima della sua morte,  citando diverse persone che si sono incontrate con i Zygier nelle sue ultime settimane in carcere.

Notizie sulla morte di Zygier erano trapelate a fine Febbraio: si suicidò impiccandosi con un lenzuolo bagnato dalla doccia del suo bagno in una cella ad alta sicurezza nella prigione di Ayalon, il 15 dicembre 2010.
Non è ancora chiaro perché sia stato arrestato e tenuto in isolamento, o perché sia stato accusato di fatti così gravi da determinarne una reclusione così prolungata.
Zygier – inizialmente identificato come “Prigioniero X” – da quanto emerge in alcuni rapporti sarebbe stato arrestato per un illecito passaggio di informazioni sull’uso del Mossad di passaporti australiani, con la complicità dell’agenzia di spionaggio Australiana, la ASIO.  Tuttavia il procuratore generale a Canberra Mark Dreyfus, ha negato che la spia abbia rivelato segreti israeliani alla ASIO.

La giornalista investigativa Ilana Dayan ha parlato con un certo numero di membri del servizio penitenziario israeliano che avevano incontrato il detenuto durante i suoi ultimi giorni. Uno degli uomini senza nome che hanno lavorato con il servizio carcerario ha descritto Zygier come una persona complicata, “che sapeva anche come ottenere le cose delle persone.”

“Era molto sensibile, non sembrava un militare” disse l’uomo. “Non aveva alcuna intenzione di far male, era solo un pò pazzo, un pazzo che ha appena fatto un errore enorme … Voleva essere un eroe, aveva la coscienza a posto, e non sapeva più che fare di sè stesso dopo che era successo tutto…”.

“Zygier, solo, sapeva troppo”, ha aggiunto l’addetto al controllo carcerario, “almeno due persone che si erano incontrate con Zygier avrebbero riferito alla polizia penitenziaria che aveva bisogno di aiuto, e che rappresentava un pericolo per se stesso”.

“Non gli è stato permesso di parlare con nessuno. Sentiva che doveva condividere quello che aveva fatto, parlarne con qualcuno, per denunciare ciò che gli stava succedendo”.
Il funzionario della prigione ha proseguito: “Ho visto alcune sue vecchie foto, quando era un uomo in salute. Ora è diventato solo un paio di occhi. Si stava deteriorando, mangiava pochissimo, diceva che tutto lo faceva stare male, ad eccezione delle verdure.”

“Si mangiava da dentro. Prendeva pillole antidepressive … Aveva paura di ciò che gli sarebbe accaduto quando sarebbe uscito”.

Poi, il giorno della sua morte, Zygier ha fatto una ultima telefonata, verso le 6 di sera, e nelle due ore successive si è tolto la vita, per poi essere ritrovato un’ora dopo il decesso, questo è quanto ha dichiarato la tv Channel 2.

http://www.timesofisrael.com/zygier-meant-well-but-messed-up-prison-source-tells-channel-2/

FiloPerini

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